Io sono dell'idea che, per quanto il cliente pensi di avere ragione e di sapere cosa è meglio mettere o no, bisogna porlo davanti al fatto compiuto che non sarà lui a realizzarlo e che se avesse le competenze, non si sarebbe rivolto ad un altro professionista. Mettetela così, siete professionisti almeno quanto lui asserisce di esserlo nel suo campo, e come voi non entrate nelle sue questioni così lui non deve entrare nel merito della pura realizzazione tecnica. Questo però non vuol dire che debba tirarsi indietro nel "descrivere" come lui veda la sua azienda ed i suoi prodotti. Questo per darvi l'input necessario a partire col piede giusto per poi lavorarci su con la vostra perizia ed il vostro modus operandi.
Sò che a molti potrebbe sembrare un'operazione oltranzista e strafottente, ma credetemi, le rogne che derivano da incomprensioni, intromissioni e manomissioni non vi faranno dormire e se aveste avuto la possibilità di saperlo prima non vi sareste nemmeno accostati a quel lavoro. Senza contare che da noi c'è l'abitudine di non pagare perchè convinti di aver ragione sulla bontà del lavoro.
Detto questo dovete invece parlare, parlare, scrivere, scrivere e negoziare con lui in maniera quasi estenuante prima di "firmare" il lavoro. Dopo non potrete più farlo e sono cavoli amari.
Un briefing esauriente è d'obbligo. Non fatevi mancare un incontro così importante per voi e per lui.
Non voglio essere un bastian contrario però, spesso, le situazioni che si verificano tra i clienti e noi, si originano da incomprensioni e cose non dette. Non preoccupatevi di sembrare professionali nel chiedere più cose al cliente, di mettervi al riparo da brutte sorprese chiedendo un anticipo e firmando una sorta di contratto che vincola voi e loro al rispetto reciproco delle regole. Se queste cose non vengono fatte la situazione andrà avanti sempre allo stesso modo e nulla cambierà mai.
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