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Vecchio 02-05-2008, 11.58.44   #1 (permalink)
*veronika*
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Predefinito questo libro nn ha titolo...

ciao a tutti ..un art director che mi piace davvero tanto insieme a Vigorelli è Lorenzo marini.
questo è un libro che vi consiglio di leggere.
fatemi sapere

Questo libro non ha titolo perché è stato scritto da un art director
Oscar Barone - 16.11.2007

Questo è un libro interessante. Scritto in un italiano comprensibile - contaminato qua e là da alcuni sprazzi di inglese (prolungamento naurale, nel lavoro di Art director) -, si presta ad essere letto da un pubblico curioso. In sostanza, in Questo libro non ha titolo perché è stato scritto da un art director, Lorenzo Marini racconta la propria esperienza in alcune delle migliori agenzie pubblicitarie.
Spaccando in due la narrazione, Marini inventa un parallelo curioso: da una parte l'elencazione delle vicende personali, lo scorrere degli eventi e delle cause che questi hanno comportato; dall'altra un ipotetico viaggio ai quattro angoli del globo, in compagnia di un angelo custode, grazie a cui l'Io narrante sviluppa la personale progressione mentale, schiacciato tra la filosofia e sociologia.
Solo attraverso un attento studio del prodotto e del target a cui questo vorrà essere indirizzato, è possibile costruire una campagna vincente. Segmento di mercato, volere della stessa azienda, dal racconto di Marini si evince come si sia sempre battuto per mantenere la propria indipendenza; cambiando per essa molte agenzie, il cui libro è un elenco corredato di considerazioni personali.
L'angelo custode è un processo mentale dello stesso autore, combattutto tra il soddisfare il cliente (molte volte barricato dietro la ferrea convinzione che il solito sia più che soddisfacente), e l'esprimere una strada alternativa all'impatto che il prodotto avrà sul consumatore. Quest'ultima alternativa strizza l'occhio a una dimensione quasi artistica del lavoro da compiere. Dimensione che, come molte volte accade, nel momento in cui viene a scontrarsi con il mondo della domanda e dell'orfferta, viene accantonata.
Emblematico il momento in cui Marini si trova a dover reinventare la figura di Antonello Venditti, senza che questo dia la possibilità di togliere gli eterni Ray Ban, oltre che altre particolarità del viso: lasciato senza possibilità di manovra, l'Art director abbandona del tutto l'ordine.
Di Questo libro non ha titolo perché è stato scritto da un art director sorprende come la professione del pubblicitario, s'intrecci così strettamente con la legge di mercato: le grandi compagnie che hanno fatto la storia, pur perdendo lo slancio creativo che le hanno rese famose, si sono comunque assicurate una clientela affezionata (e molte volte blasonata); le piccole, bizzose nella loro fiducia verso una creatività ancora viva, sgomitano per farsi conoscere.
Sorprende, inoltre, come dietro ad una pagina pubblicitaria - pagina che, molte volte, viene osservata il tempo di passare oltre -, vi sia tanto lavoro. Lavoro che può essere ripagato con dei premi nazionali (di cui Marini ha un giudizio tutt'altro che lusinghiero) ed internazionali.
*veronika* non è connesso   Rispondi citando
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