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Discussione: Le peggiori pubblicità

  1. #1
    Moderator L'avatar di Gogan
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    Predefinito Le peggiori pubblicità

    Leggendo un articolo di Aldo Biasi (qui: Aldo Biasi - La bellezza salverà il mondo - Youmark) mi è venuto da pensare che discutiamo spesso delle migliori pubblicità in circolazione ma raramente delle peggiori.

    Prima di tutto vi copio l'articolo:

    Oggi l'editoriale lo scrivo io/ Aldo Biasi - La bellezza salverà il mondo
    11/10/2010

    Fare il punto sullo 'stato dell''arte' della pubblicità italiana? Cominciamo subito con lo sgombrare il campo dalla parola 'arte'. Non perché io ritenga che tra pubblicità e arte non possa esistere attinenza, anzi (credo di essere uno dei pochi convinti sostenitori della possibilità che la pubblicità si elevi a moderna forma d’arte), ma perché purtroppo, per il momento, la pubblicità prodotta in Italia è decisamente lontana dall’arte.

    Fatta fuori l’arte ci resta lo 'stato' al quale termine consentitemi di aggiungere invece un mio aggettivo: confusionale.

    Allora ricominciamo.
    Mi chiedete di fare il punto sullo 'stato confusionale' della pubblicità italiana.

    La risposta che segue richiede una visualizzazione che prevede il sottoscritto con gli occhi rivolti al cielo e il corpo riverso indietro come colpito a morte.

    Che dire del Concorsone Danone? O dello scempio di grandi e onorati marchi come per esempio Cynar? Che dire dei bambini anni 50 che attaccano le merendine alla cartina d’Italia e dichiarano convinti …ummm che buona..!! E che dire della depressione in cui lo Speaker Mina sta facendo sprofondare milioni di italiani ogni volta che parla dell’amicizia? Come non allargare sconsolatamente le braccia di fronte alle chiappe di Belen che riescono a vendere assolutamente niente tranne che se stesse? E come non scandalizzarsi di fronte alla pletora di cosiddetti testimonial che ha invaso decine e decine di commercial dove tutto lo sforzo creativo consiste nel telefonare all’agente di questo o quel attorucolo?

    Scusatemi, ma io mi scandalizzo e vi prevengo se state per dirmi che tutto questo funziona. Se stavate per dirlo, non ditelo, così evitate di dire una stupidaggine. Tutto questo non funziona perché è solo e nient’altro che roba brutta, e il brutto funzione sempre peggio del bello…

    Questa banale regoletta vale per tutto, quindi anche per la pubblicità, e ogni volta che la vedo strapazzata o dimenticata io m’infastidisco.

    Guardate che sto parlando di 'bello', non di creatività: questa abbiamo smesso da tempo di attenderla dai creativi italiani, ci abbiamo messo sù una bella pietra rassegnandoci a idee piccole piccole spesso riciclate da creatività straniera.

    Sto parlando di 'bello' perché…passi che non c’è idea, passi che, se l’idea c’è, è terribile o stupida, ma che almeno tanta pochezza sia realizzata al meglio. Il 'bello' nasconde i vuoti, il 'bello' è a sua volta contenuto, è messaggio, il 'bello' rasserena l’animo e fa felice gli occhi. Il 'bello' ci appartiene.

    In altre poverissime parole, lo stato confusionale consiste in poche idee, il più delle volte bruttarelle, quasi sempre realizzate peggio, ma, siccome a criticare sono tutti bravi, provo ora a dire qualcosa di positivo.

    Una via d’uscita esiste ed è la morale.

    Trovo il 'brutto' immorale quindi propongo una comunicazione che prenda in seria considerazione l’etica dell’estetica.

    Mi permetto di suggerire ai nostri creativi di combattere per la qualità esecutiva…a volte la grande idea non viene, a volte la buona idea non è capita dal cliente, a volte noi stessi scambiamo una brutta idea per una splendida idea…In tutti i casi garantirsi un’esecuzione di alto profilo significa fare qualcosa di moralmente corretto nei confronti di coloro che il messaggio spesso lo subiscono.

    Il nostro mestiere è uno strumento formidabile per diffondere il 'bello', che non è mai in contraddizione con il successo di vendite e che è sempre in linea con il rispetto del buon gusto del consumatore.

    Ma questa tesi ha un’implicazione in più che forse non vi sfugge: può veramente avvicinare la pubblicità ha quella cosa a cui credo debba tendere se vuole non solo sopravvivere ma crescere. L’arte.

    Sì, proprio l’arte, quella parolina che abbiamo messo via per necessità all’inizio della nostra chiacchierata.

    Perché solo l’arte può dare al nostro lavoro quella dignità e quella credibilità che il Concorsone ci toglie.

    Prima di salutare mi piace concludere con un segno + citandovi l’unica comunicazione che ritengo in linea con quanto detto: è la campagna affissionistica di Oliviero Toscani per Almo Nature.

    Aldo Biasi, Aldo Biasi Comunicazione

    Mi sembra che offra qualche spunto interessante.


    Sempre riguardo questo argomento... il sito spotanatomy.it stila ormai ogni anno una sorta di classifica delle peggiori pubblicità (che ha chiamato SWAA, cioè Spotanatomy Worst Advertising Awards) che prevede anche la votazione degli utenti, divise in due sezioni: Dis-gusto Nazionale e Dis-gusto Locale (qui ad esempio trovate i finalisti del Dis-gusto Nazionale 2009: click). Un'idea tutto sommato simpatica secondo me. Quando viene segnalata una campagna pubblicitaria di dubbio gusto viene ironicamente aggiunto che è candidata ai prossimi SWAA. Per la prossima edizione troviamo già in lista ad esempio lo spot del concorsone Danone, quello del Parmacotto con Abatantuono e quello delle scarpe Barracuda con Califano. Come non essere d'accordo...

  2. #2

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    Molto interessante il punto di vista di Aldo Biasi... da tenere in considerazione.
    C'è da dire una cosa, comunque. Io credo che noi si parli sempre delle migliori e più riuscite campagne pubblicitarie, o solo di singole e ben fatte pubblicità, semplicemente perchè sono molto poche. Difficile e lungo, invece, ( o quantomeno inusuale) affrontare l'argomento "brutto e mal riuscito".
    Strano però che tra i finalisti del Dis-Gusto non figuri nemmeno una pubblicità di telefonia mobile. Io personalmente le trovo orribili tutte, da quelle con De Sica, passando per Aldo Giovanni e Giacomo fino a Panariello. A questo punto si potrebbe aprire un nuovo thread noi di GC e metterci dentro tutto quello che consideriamo spazzatura pubblicitaria nazionale, aprendolo a critiche e commenti. Io la butto là.....

    Non essere giù perché la tua donna ti ha lasciato: ne troverai un'altra e ti lascerà anche quella (Charles Bukowski)

  3. #3
    Moderator L'avatar di Gogan
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    Con questo thread volevo proprio suggerire una discussione riguardo le campagne mal riuscite o con zero senso e/o creatività.
    Per gli spot che riguardano la telefonia sono d'accordo. Soprattutto quelli con De Sica. Il fatto è che vorrebbero risultare divertenti, l'intenzione è quella, ma personalmente non mi sembra nemmeno che facciano molto ridere, ma forse è una cosa personale. Per non parlare di uno degli ultimi che ho visto, dove l'intenzione non era certo far ridere. Intendo quello in cui si vede Belen nuotare in piscina. Dopo vari secondi (in cui si vedeva solo lei stare in piscina e nient'altro, per il resto silenzio assoluto) ho pensato "ok, adesso succederà qualcosa, forse dirà qualcosa...". Ma niente. Esce dalla piscina, sorride, una voce fuori campo dice 2 parole (se non sono 2 saranno 4) e lo spot finisce. Ma... qual'è il messaggio? Cosa devi pubblicizzare?

    Riprendendo uno spunto offerto da Biasi: secondo voi le pubblicità brutte funzionano? Secondo lui no. E nemmeno secondo me. Come ho già detto in un altro thread non sono d'accordo col detto "Bene o male, l'importante è che se ne parli". Se gli spot "brutti" davvero non piacciono... allora che senso ha? Non credo che alle aziende piaccia spendere i soldi per pubblicità che non funzionano (leggi: che non fanno vendere, perchè "funzionare" per loro significa questo). Quindi... vorrà dire che in qualche modo funzionano...

    Piccola parentesi: volevo parlare anche dello spot di Mediaset premium. Non è brutto ma mi sembra ingannevole (il che capisco che non significhi che non funziona, anzi, tante volte è proprio il contrario). Un ragazzo dice "Io vedo TUTTA la serie A con tot euro al mese", l'altro risponde "ANCH'IO vedo IL MEGLIO della seria A con tot euro al mese". Sono pazza o c'è qualcosa che non torna? Perchè ci hai voluto mettere quel "anch'io" se invece stai dicendo qualcosa che non è proprio uguale?
    Ma questo è un altro discorso. Comunque nel thread delle peggiori pubblicità non ci stava male.

  4. #4

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    Citazione Originalmente inviato da Gogan Visualizza messaggio
    Riprendendo uno spunto offerto da Biasi: secondo voi le pubblicità brutte funzionano? Secondo lui no. E nemmeno secondo me. Come ho già detto in un altro thread non sono d'accordo col detto "Bene o male, l'importante è che se ne parli". Se gli spot "brutti" davvero non piacciono... allora che senso ha? Non credo che alle aziende piaccia spendere i soldi per pubblicità che non funzionano (leggi: che non fanno vendere, perchè "funzionare" per loro significa questo). Quindi... vorrà dire che in qualche modo funzionano...
    Che funzionino o meno in termini di vendita non lo sò e non mi è dato saperlo, ma di sicuro ti restano in mente... non le scordi... anzi, più sono stupide e più te ne ricordi. Magari le porti come esempio, ne parli male ma ne parli. Anzi... a volte ho la sensazione che certi spot orribili (Tim-De Sica) siano stati fatti apposta. In mancanza del colpo di genio o della grande trovata si punta sul "trash", che è alla portata di tutti, nazional-popolare. Chi ama il trash amerà gli spot, chi lo detesta lo detesterà, ma però ne parla (lo stò facendo io in questo momento).
    Il "l'importante è che se ne parli" a questo punto pare funzionare.

    Non essere giù perché la tua donna ti ha lasciato: ne troverai un'altra e ti lascerà anche quella (Charles Bukowski)

  5. #5
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    Piccola precisazione: secondo il sito spotanatomy il giurì ha bloccato lo spot Mediaset per violazione dell’articolo 15 del codice di autodisciplina pubblicitaria.
    Questo solo per dirvi che (forse) non sono pazza. Sospiro di sollievo.

    Per il resto mi trovo d'accordo con Uillo. Mi riesce sinceramente strano pensare che le pubblicità "brutte" funzionino, e la cosa mi sembra un po' triste, ma se le aziende continuano ad investire in spot orribili... significa che questi a qualcosa in fin dei conti servono...
    Probabilmente dipende moltissimo anche dal target. La pubblicità delle compagnie telefoniche ad esempio sono dirette a tutti, quindi come dice Uillo la pubblicità deve essere nazional-popolare.

  6. #6

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    discorso interessante, appena ho tempo rispondo più approfonditamente

    intanto butto lì (spero di non andare troppo ot)

    Non vi capita mai, invece
    di ricordarvi uno spot particolarmente bello, divertente, piacevole
    ma non esattamente il prodotto?

    In quel caso si parla di pubblicità riuscita o meno?

  7. #7
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    In effetti bella domanda... A questo punto la questione potrebbe diventare: è più riuscita una pubblicità brutta ma di cui comunque si parla (male) e che fa rimanere in qualunque caso impresso il prodotto (anche se in modo "negativo") oppure una pubblicità bella, creativa, fantasiosa ma di cui non si parla molto (o per lo meno non si parla del prodotto, perchè non rimane in mente)?

    Può capitare di ricordare una pubblicità ma non il prodotto ed in quel caso secondo me si tratta di un mezzo fallimento.
    Però è anche vero che se una pubblicità è davvero bella, creativa e ti colpisce... difficilmente non fai caso al prodotto, almeno per me.

  8. #8

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    eccomi!

    per quanto mi rigurda in diversi casi, parlando di spot televisivi,
    ho ricordato lo spot ma non il prodotto (nello specifico)

    spiego con qualche esempio:
    essendo fan della Gialappa's (e quindi indipendentemente dal 'valore tecnico' dello spot)
    mi diverto con i loro interventi negli spot della banca...
    ...già, ma quale banca? se non mi concentro non mi viene immediato

    oppure
    c'è in onda in questo periodo uno spot che trovo meraviglioso
    quello in cui c'è una inquadratura a campo larghissimo di zone cittadine
    con gente al lavoro e in movimento che, velocizzato nell'immagine fa si che tutto sembri
    un 'modellino in scala'
    Bellissimo. ma cos'è? Unipol? ...mi pare

    Viceversa le canzoncine (per molti versi banali) riscritte su musiche famose,
    grazie alla orecchiabilità e alla ripetizione del nome mi ricordano chiaramente
    che si parla di Che Banca!

    erano i primi esempi che mi vengono in mente, sicuramente c'è stato altro in passato

    capita solo a me?
    considerato che sono stordito di mio, potrebbe essere

  9. #9
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    Capita anche a me, consolati.
    I casi che hai citato tu in particolare me li ricordo tutti, ma è capitato con altre pubblicità che adesso non ricordo.
    Tra parentesi lo spot della Unipol è realizzato con la tecnica tilt-shift.
    Probabilmente è anche vero che rimangono più in mente, come dici tu, gli spot in cui ci sono canzoncini orecchiabili (rifatte con altre parole riferite al prodotto), o per lo meno grazie alla canzoncina riesci a ricordarti il prodotto, anche questa può rivelarsi una strategia che funziona, nonostante magari la canzoncina in sè fa accapponnare la pelle (senza magari).

    Mi sta quasi venendo da pensare, a questo punto, che potrebbe essere il contrario di quello che pensavo: forse una pubblicità più è semplice, banale e più funziona (cioè resta in mente). Invece uno spot ad esempio troppo "complicato", creativo, particolare... finisce per distrarre l'attenzione del consumatore, che osservando queste "finezze" perde di vista il prodotto (vedi quello che è successo a te con lo spot Unipol).
    Che dite?

    Personalmente mi sono resa conto di essere molto distratta dalla musica di sottofondo (canzoni normali, non le canzoncine rifatte di cui sopra). Se noto una canzone particolare è molto facile che mi concentri su quello o che non ricordi il prodotto. Ma credo sia la mia mente malata. Ricordo uno spot di qualche tempo fa con la musica di Keith Jarrett che ancora adesso non ricordo che marchio pubblicizzasse, non sono mai riuscita a ricordarlo, so solo che era un'automobile.
    Oppure, tornando alle "finezze" di prima, in questi giorni è in onda uno spot in stop motion con l'ambientazione in plastilina, sempre di un'auto, ma pur avendo notato la bellezza dello spot non ricordo assolutamente il marchio.
    Però è anche vero che se una pubblicità ti colpisce molto sei anche più portato ad "approfondire", non è sempre detto che ti perdi nelle "finezze". Ad esempio quando arrivò quella serie di spot della Sony Bravia erano talmente belli che andai a cercarmi anche i video del "dietro le quinte" eccetera. Ok può bastare, adesso metto un freno alla mia logorroicità

  10. #10

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    sempre in semiOT a proposito delle pubblicità azzeccate o meno

    mi è venuto in mente quanto possa contare l'esperienza di alcuni addetti
    nel lavoro di post produzione

    spiego con esempio:
    la pubblicità del Kinder Bueno Bianco, quella con Andrew Howe come testimonial
    e l'invadente vicina di casa
    ad un certo punto la ragazza dice la battuta: "Buona! Forse però è un po' troppo..."

    La qualità fonetica nella 'recitazione' della frase è oscena (rapidissima quasi incomprensibile)
    Tuttavia è improbabile che abbiano fatto un solo ciak
    Quindi mi chiedo, è possibile che chi ha lavorato alla post-produzione
    abbia volutamente scelto quella frase male recitata, solo perché rimane più in mente
    di una con la dizione perfetta ma poco 'incisiva' ?
    Ecco che entra in gioco l'esperienza di alcuni
    che ad una perfetta ma 'fredda' esecuzione, preferiscono e scelgono una 'memorizzabile' imprecisione
    anche se non è bella dal punto di vista tecnico

    (non è un caso che in tutte le altre pubblicità della kinder e ferrero
    facciano leggere il testo ai testimonial sportivi, con la loro 'pesante' cadenza dialettica)

    Tutto questo per interrogarci ancora su quanto un messaggio 'brutto'
    venga recepito in maniera uguale o addirittura superiore ad uno qualitativamente ineccepibile

    -----------------------------------------------

    cambiando leggermente argomento, invece
    parlando di messaggi che funzionano

    avete sentito per radio la pubblicità della Barilla
    che viene presentata come la prima pubblicità 'olfattiva' ?

    sarà che sono un buongustaio
    ma l'esperimento con me è perfettamente riuscito

    descrivendo ingredienti e breve procedura di una ricetta
    e facendone sentire semplicemente i suoni (taglia, soffrigge, sobbolle...)
    sale l'acquolina e ne sento veramente i profumi!

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