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Discussione: Errori nella creazione di un marchio

  1. #1

    Predefinito Errori nella creazione di un marchio

    Un marchio deve assolvere alla funzione di contrassegno atto a identificare agli occhi dei consumatori i prodotti o i servizi di una impresa e a distinguerli da quelli analoghi o affini di altre imprese. Tale capacità distintiva corrisponde a uno dei principali requisiti di validità di un marchio previsti dalla legge e di essa occorre tener conto ogni volta si proceda all'ideazione di un nuovo segno distintivo.
    Per favorire il miglior successo di un nuovo marchio anche da un punto di vista commerciale si cerca, nella sua ideazione, di conferire ad esso oltre alla predetta capacità distintiva altre qualità quali quelle di essere semplice, attraente, facile da riconoscere, da pronunciare, da imprimersi nella memoria del pubblico, etc.
    Inoltre, tenuto conto che al consumatore interessa distinguere un prodotto dall'altro principalmente in relazione alle sue caratteristiche e qualità, si cerca spesso di affidare al marchio anche una funzione per così dire "pubblicitaria" del prodotto o servizio contrassegnato, vale a dire evocatrice, in qualche misura e in modo più o meno suggestivo, delle sue qualità.
    Anche se frequentemente il titolare del marchio attribuisce importanza primaria a tale funzione "pubblicitaria" essa non può essere implementata in modo indiscriminato, potendo la medesima, se non realizzata oculatamente, risultare incompatibile con la suddetta capacità distintiva richiesta dalla legge.
    Tuttavia nella pratica sovente si verifica che chi è preposto all'ideazione di un nuovo marchio abbia più presente i suoi requisiti di carattere commerciale che non quelli di carattere tecnico-legale.
    Ciò spiega perchè il cimitero dei marchi sia tanto affollato da marchi aventi funzione meramente descrittiva dei prodotti o servizi contrassegnati, vale a dire da marchi che, quanto alla loro validità legale, risultano nati morti.
    Naturalmente il carattere distintivo di un marchio può essere presente in maggior o minor misura.
    Infatti quanto più il marchio è improntato ad arbitrarietà e fantasia, non risulta descrittivo delle caratteristiche del prodotto e si differenzia dai marchi anteriori dello stesso settore merceologico, tanto più spiccato risulta il suo carattere distintivo.
    Viceversa se la sua funzione si riduce ad essere meramente descrittiva o gli scostamenti dai marchi anteriori risultano così lievi da renderlo confondibile con gli stessi, la sua capacità distintiva, e quindi anche la sua validità, viene a mancare.
    Biagio Di Stefano

  2. #2

  3. #3

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    Oltre ai marchio nati morti, il corrispettivo speso da una azienda di medio livello non è mai all'altezza dell'operato. Se ci fossero maggiori investimenti, visto la qualità dei grafici italiani (e siamo davvero tanti) il livello di comunicazione sarebbe sicuramente più ragionevole.

    Ottima guida Biagio, concordo appieno.

  4. #4

    Predefinito fare il grafico

    il problema in italia è ke non c'e cultura in merito all'immagine...veniamo bombardati da tutto e di più ma lì in mezzo...non è ke ci sia sempre il massimo livello....anke a livello aziendale...non c'è cultura dell'immagine...tutti vogliono metter voce nel lavoro del creativo....sempre....e purtroppo noi ci dobbiamo fare i conti....xke son loro ke pagano....x es. metti un logo magari con effetti stratosferici in photo....supermegagalattici....voluti dal committente senza ascoltare i consigli del creativo..poi quando si va a stampare su qualsiasi cosa magari in serigrafia....la frase è questa....."ma non è venuto mica bene...è diverso da come si vede al pc...non mi piace c'è solo un colore....e le sfumature??? mica hai sbagliato la stampa??" e tu vai a spiegare ke tutte le kazzate ke ti hanno fatto fare sul logo non si possono stampare in serigrafia...e ke vanno bene solo x il web o comunque solo a monitor....e come glielo spieghi??? e alla fine cosa succede?? finisce sempre ke ci rimetti tu...il creativo..ci rimetti di immagine, di tempo, e soprattutto di soldi xke magari non ti pagano!!!!!!

  5. #5

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    il vero problema e che i clienti non hanno cultura e spesso scelgono il lavoro piu scontato,o per altro spesso cercano di risparmiare affidando il lavoro a dei grafici di bassa esperienzza,che non sono in grado di realizzare adeguatamente il loro lavoro.

  6. #6

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    il problema in italia è ke non c'e cultura in merito all'immagine...veniamo bombardati da tutto e di più ma lì in mezzo...non è ke ci sia sempre il massimo livello....anke a livello aziendale...non c'è cultura dell'immagine...tutti vogliono metter voce nel lavoro del creativo....sempre....e purtroppo noi ci dobbiamo fare i conti....xke son loro ke pagano....x es. metti un logo magari con effetti stratosferici in photo....supermegagalattici....voluti dal committente senza ascoltare i consigli del creativo..poi quando si va a stampare su qualsiasi cosa magari in serigrafia....la frase è questa....."ma non è venuto mica bene...è diverso da come si vede al pc...non mi piace c'è solo un colore....e le sfumature??? mica hai sbagliato la stampa??" e tu vai a spiegare ke tutte le kazzate ke ti hanno fatto fare sul logo non si possono stampare in serigrafia...e ke vanno bene solo x il web o comunque solo a monitor....e come glielo spieghi??? e alla fine cosa succede?? finisce sempre ke ci rimetti tu...il creativo..ci rimetti di immagine, di tempo, e soprattutto di soldi xke magari non ti pagano!!!!!!
    è la triste realtà
    Ultima modifica di Kaede : 25-10-2008 alle ore 20.09.16

  7. #7

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    Io sono dell'idea che, per quanto il cliente pensi di avere ragione e di sapere cosa è meglio mettere o no, bisogna porlo davanti al fatto compiuto che non sarà lui a realizzarlo e che se avesse le competenze, non si sarebbe rivolto ad un altro professionista. Mettetela così, siete professionisti almeno quanto lui asserisce di esserlo nel suo campo, e come voi non entrate nelle sue questioni così lui non deve entrare nel merito della pura realizzazione tecnica. Questo però non vuol dire che debba tirarsi indietro nel "descrivere" come lui veda la sua azienda ed i suoi prodotti. Questo per darvi l'input necessario a partire col piede giusto per poi lavorarci su con la vostra perizia ed il vostro modus operandi.
    Sò che a molti potrebbe sembrare un'operazione oltranzista e strafottente, ma credetemi, le rogne che derivano da incomprensioni, intromissioni e manomissioni non vi faranno dormire e se aveste avuto la possibilità di saperlo prima non vi sareste nemmeno accostati a quel lavoro. Senza contare che da noi c'è l'abitudine di non pagare perchè convinti di aver ragione sulla bontà del lavoro.
    Detto questo dovete invece parlare, parlare, scrivere, scrivere e negoziare con lui in maniera quasi estenuante prima di "firmare" il lavoro. Dopo non potrete più farlo e sono cavoli amari.
    Un briefing esauriente è d'obbligo. Non fatevi mancare un incontro così importante per voi e per lui.
    Non voglio essere un bastian contrario però, spesso, le situazioni che si verificano tra i clienti e noi, si originano da incomprensioni e cose non dette. Non preoccupatevi di sembrare professionali nel chiedere più cose al cliente, di mettervi al riparo da brutte sorprese chiedendo un anticipo e firmando una sorta di contratto che vincola voi e loro al rispetto reciproco delle regole. Se queste cose non vengono fatte la situazione andrà avanti sempre allo stesso modo e nulla cambierà mai.

  8. #8

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    in parole povere pigliarlo per il culo , cosa che non funziona mai perche un cliente quando e fissato su una data idea , e quella e basta , senza contare che se e ignorante per quanto tu possa essere socievole e disposto al dialogo vice sempre lui perche in fin dei conti noi non siamo altro che dipendenti del nostro cliente , e non ci possiamo prendere troppi lussi.

  9. #9

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    Citazione Originalmente inviato da Fini Domenico Visualizza messaggio
    in parole povere pigliarlo per il culo , cosa che non funziona mai perche un cliente quando e fissato su una data idea , e quella e basta , senza contare che se e ignorante per quanto tu possa essere socievole e disposto al dialogo vice sempre lui perche in fin dei conti noi non siamo altro che dipendenti del nostro cliente , e non ci possiamo prendere troppi lussi.
    Non si tratta di prenderlo per i fondelli.....lo stai mettendo a conoscenza della verità e di come vanno le cose. Semplicemente lo si informa, che o la sua o la nostra idea, funzionano così e cosà.
    Può fissarsi come vuole, e gliene diamo anche la possibilità, ma di fronte ad un fatto compiuto deve giocoforza arrendersi.
    Non puoi chiamarli lussi...sono normali chiarifiche tra committente e realizzatore. Non si possono e non si devono evitare, pena il casino più totale. E poi, scusatemi, sarà anche un modo di agire controproducente....ma chi ve lo fà fare di perdere tempo, sonno e fegato per quattro soldi, ammesso che alla fine non voglia vincere sempre lui e non ve li vuole dare perchè salta fuori la scusa che abbiamo fatto comunque di testa nostra e non lo abbiamo ascoltato? che si fà ? si va dall'avvocato a spendere il triplo ? gli si fà una mega mazziata (cosa sempre auspicata) per andare incontro a denunce ? dio bono, lasciatelo perdere e morire per fatti suoi...non si può sempre sottostare alla cecità e ad individui stupidi e beceri.

  10. #10

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    amen fratelli , max ernest sia lodato

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